Shauna Grant, nome d'arte di Colleen Applegate, nacque il 30 maggio 1963 a Bellflower, in California. Cresciuta in una famiglia della classe media, frequentò la Westminster High School prima di trasferirsi dalla casa dei genitori nel 1982. Dopo aver abbandonato gli studi, si stabilì a Los Angeles dove iniziò a lavorare come cameriera in un locale di strip club nel quartiere di Van Nuys. Il suo ingresso nell'industria per adulti fu quasi casuale: un cliente del club la notò e la convinse a posare per alcune riviste erotiche, aprendole le porte del cinema a luci rosse.
Il debutto di Shauna Grant nel porno risale al 1982, anno in cui firmò un contratto con la società di produzione VCA Pictures. In soli due anni appare in oltre trenta film, diventando rapidamente una delle attrici più richieste del periodo. Il suo look naturale – capelli biondi, occhi chiari e un corpo longilineo – la distingueva dalle colleghe più appariscenti dell'epoca. Tra i titoli più noti si ricordano Shauna Grant: The Early Years e Real Women (1983), pellicole che contribuirono a definirne lo stile sobrio ma sensuale. Nel 1983 ricevette una nomination per il premio AFAA (Adult Film Association of America) come miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione in Self Portraits.
Nonostante il successo professionale, la vita privata di Shauna Grant fu segnata da crescenti difficoltà. Nel 1983 iniziò una relazione con il produttore e regista John Leslie, relazione che si rivelò turbolenta e caratterizzata da abusi di sostanze stupefacenti. L'attrice lottò contro la dipendenza da cocaina, un problema che minò la sua stabilità emotiva e professionale. Nel tentativo di allontanarsi dall'ambiente tossico, si trasferì a Las Vegas nel 1984, ma il suo stato depressivo peggiorò. Il 28 marzo 1984, pochi mesi prima di compiere 21 anni, Shauna Grant si tolse la vita con un colpo di pistola nella sua casa di Las Vegas. La sua morte sconvolse l'industria e portò a un acceso dibattito sulle condizioni di lavoro e la salute mentale delle attrici porno.
Nonostante una carriera brevissima, Shauna Grant è ricordata come una figura di transizione tra l'epoca d'oro del porno anni '70 e la nuova ondata degli anni '80. La sua storia è stata citata in saggi e documentari, tra cui After Porn Ends (2012), che analizza il destino di molte attrici dopo il ritiro. Alcuni biografi hanno sottolineato come la sua immagine pubblica – di ragazza normale e apparentemente solare – contrastasse con la fragilità interiore. Oggi Shauna Grant rimane un simbolo delle contraddizioni dell'industria per adulti, capace di lanciare carriere ma anche di consumare le vite delle sue protagoniste.
Tra i film più rappresentativi della sua breve filmografia si annoverano: Shauna Grant: The Early Years (1983), Real Women (1983), The Bawdy House (1983), Self Portraits (1983) e Love Letters (1984). Queste pellicole sono oggi considerate testimonianze della qualità tecnica e della narrazione del porno mainstream degli anni '80, periodo in cui il settore cercava una legittimità artistica. Le performance di Grant sono spesso lodate per la naturalezza e la mancanza di artificiosità, caratteristiche che la resero popolare sia tra il pubblico maschile che femminile.